Manuel Bortuzzo:forse potrebbe tornare a camminare!

Manuel Bortuzzo:forse potrebbe tornare a camminare!

 Una stimolazione wireless, senza fili, con un dispositivo simile a un pacemaker, potrebbe aiutare Manuel Bortuzzo a rimettersi in piedi.

La speranza per il nuotatore diciannovenne, reso paraplegico da un proiettile sparato da due criminali per uno scambio di persona, arriva dalle nuove tecniche di sollecitazione elettrica del midollo spinale.

A ipotizzarlo è Gregoire Courtine del Politecnico Federale di Losanna: “Prematuro parlarne, ma potenzialmente Manuel potrebbe rispondere al trattamento”.

Si tratta solo di un’ipotesi al momento e in secondo luogo il caso del nuotatore è molto complesso proprio perché a causare la lesione completa del midollo spinale è stata una pallottola.


Nel 2020 la terapia, finora attuata su pazienti con lesioni spinali ‘datate’, verrà condotta su pazienti con lesioni ‘recenti’.

Il  giovane,secondo l’esperto, potrebbe potenzialmente rientrare tra i futuri individui che verranno sottoposti alla sperimentazione, precisando che non avendo ancora visitato personalmente Manuel Bortuzzo, non è in grado di stabilire con certezza l’eventuale possibilità di un trattamento con la Stimo.


Finora la tecnica di stimolazione elettrica del midollo spinale ha ottenuto risultati positivi su sei persone paraplegici, che dopo il trattamento hanno recuperato la funzionalità del movimento delle gambe, tornando a camminare.
Abbiamo dimostrato un miglioramento della funzione neurologica in questi pazienti e ciò è sorprendente”, spiega Courtine.
“Per 2 dei 6 pazienti, inoltre, si è registrato un miglioramento del controllo della funzionalità degli arti anche quando la stimolazione elettrica veniva spenta”.

I primi risultati positivi risalgono al 2018, quando il team di ricerca,sul giornale Nature,, ha comunicato che la Stimo aveva permesso ai primi tre pazienti paraplegici di ricominciare a camminare autonomamente.



Le ultime risposte al trattamento, che dalle anticipazioni dell’esperto sembrano essere favorevoli, verranno presentate dal gruppo di ricerca il 4 aprile, alla Fondazione Santa Lucia IRCCS.
Se le future sperimentazioni comporteranno risultati positivi “la tecnica potrebbe essere disponibile per tutti come sistema medicale entro 5 anni”