Lavoro:per l'Istat la disoccupazione è in calo ma non è tutto oro quello che luccica.

Lavoro:per l'Istat la disoccupazione è in calo ma non è tutto oro quello che luccica.

Secondo i dati dell’Istat, nel 2018 la disoccupazione è scesa al 10,6% dall’11,2% del 2017 e gli occupati sono aumentati di 192mila unità.
l 22% dei lavoratori dipendenti delle aziende private (sono esclusi gli operai agricoli e i domestici) ha una retribuzione oraria inferiore a 9 euro lordi, ovvero alla soglia individuata da uno dei disegni di legge sul salario minimo in discussione al Senato.

 Il 2018 si caratterizza per un nuovo aumento dell’occupazione che coinvolge anche i giovani di 15-34 anni. Inoltre, al calo della disoccupazione si associa la diminuzione del numero di inattivi.

Secondo i dati dell’Istat, nel 2018 la disoccupazione è scesa al 10,6% dall’11,2% del 2017 e gli occupati sono aumentati di 192mila unità. Il numero di inattivi diminuisce per il quinto anno consecutivo (-125 mila, -0,9%) ma in misura meno marcata dell’anno precedente.

Il calo della disoccupazione riguarda sia le persone in cerca di lavoro da almeno 12 mesi (-82 mila, -4,9%) sia disoccupati di breve durata.


Il tasso di disoccupazione – rileva l’Istat – al Mezzogiorno è del 18,4% nel 2018, quasi tre volte quello del Nord (6,6%) e il doppio di quello del Centro (9,4%). Inoltre solo il Sud deve ancora recuperare i livelli di occupazione del 2008, prima della crisi, superato nel resto d’Italia.

Il tasso di occupazione nel Mezzogiorno è del 44,5% nel 2018, un punto e mezzo in meno di 10 anni prima, nonostante i progressi dell’ultimo anno, simili a quelli del resto del Paese. Al Nord il tasso di occupazione è al 67,3% e al Centro al 63,2%.

Analizzando i dati di flusso si stima una diminuzione della permanenza nell’occupazione, soprattutto per i giovani di 15-24 anni e per i diplomati. Dalla condizione di disoccupazione aumentano le transizioni verso l’inattività, soprattutto tra i giovani di 15-24 anni, gli uomini e nel Mezzogiorno.


Dal lato delle imprese, prosegue la crescita della domanda di lavoro, con un aumento delle posizioni lavorative dipendenti dello 0,3% sul trimestre precedente e dell’1,8% su base annua, sintesi della crescita sia dell’industria sia dei servizi.

A fronte dell’aumento delle posizioni lavorative si registra un calo delle ore lavorate per dipendente pari allo 0,2% su base congiunturale e allo 0,8% su base annua.

Quindi come possiamo vedere sono dati che sembrano molto contraddittori e confusi e che fanno capire che sicuramente rispetto a qualche anno fa,le cose si stanno muovendo, ma ancora continua il precariato e specialmente per i giovani la situazione non è ancora ottimale.

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